Previsione per il 14 giugno 2026
Previsore: Giorgio Rotunno
·Aggiornato il 13 giugno 2026, 16:00
TESTO BREVE
Nel corso del pomeriggio di domenica saranno possibili temporali localmente forti tra il Trentino, FVG e il Veneto orientale, soprattutto a ridosso delle aree montuose e/o pedemontane.
I fenomeni di natura temporalesca più significativi potranno essere accompagnati da forti raffiche di vento (downburst) e grandinate localmente di medie dimensioni (3-4 cm di diametro) con chicchi anche sui 5 cm lungo le aree pedemontane in presenza di forti temporali.
Il livello di pericolosità e probabilità valutato rientra in un livello 1, pertanto si tratta di fenomeni da monitorare ma con una distribuzione irregolare sul territorio del NE.
Permangono inoltre alcune incertezze sull'effettiva estensione dei temporali alle aree pianeggianti friulane, dove i fenomeni potrebbero risultare più isolati e localizzati dal tardo pomeriggio/sera.
I fenomeni di natura temporalesca più significativi potranno essere accompagnati da forti raffiche di vento (downburst) e grandinate localmente di medie dimensioni (3-4 cm di diametro) con chicchi anche sui 5 cm lungo le aree pedemontane in presenza di forti temporali.
Il livello di pericolosità e probabilità valutato rientra in un livello 1, pertanto si tratta di fenomeni da monitorare ma con una distribuzione irregolare sul territorio del NE.
Permangono inoltre alcune incertezze sull'effettiva estensione dei temporali alle aree pianeggianti friulane, dove i fenomeni potrebbero risultare più isolati e localizzati dal tardo pomeriggio/sera.
DISCUSSIONE
Il dominio previsionale continuerà a essere interessato dalle propaggini di un campo di alta pressione, seppur in un contesto caratterizzato da valori barici ancora piuttosto livellati sulle regioni centrali e meridionali italiane.
Permarrà infatti un flusso occidentale in quota, ben evidenziabile dai campi di vento in media troposfera. Una situazione di locale instabilità è attesa sulle estreme regioni nord-orientali, in prossimità del confine con la Slovenia e delle sezioni prealpine friulane, dove l'ingresso di isoterme più fresche in alta troposfera durante le ore pomeridiane favorirà un incremento del lapse rate 800-600 hPa, con valori prossimi ai 9°C/km. Contestualmente, le elevate temperature superficiali contribuiranno ad accentuare il gradiente termico verticale, soprattutto sulle aree montuose del Trentino, in presenza di una ventilazione in quota dai quadranti nord-occidentali. L'ambiente sarà caratterizzato da valori di MUCAPE superiori a 1800-2000 J/kg e da un DL shear (0-6 km) sui 25 m/s. Tali condizioni risulteranno favorevoli allo sviluppo di strutture temporalesche multicellulari organizzate, con possibili supercelle inserite nelle fasi iniziali di innesco. Le celle più organizzate potranno assumere caratteristiche supercellulari e muoversi successivamente verso ESE, interessando le aree pedemontane e le porzioni di bassa pianura lungo il settore prealpino veneto-friulano. I fenomeni temporaleschi attesi saranno prevalentemente associati a intensi downburst e a grandinate di medie dimensioni (3-4 cm di diametro). Non si esclude tuttavia la formazione di chicchi superiori ai 5 cm laddove gli updraft dovessero mantenere una maggiore intensità e longevità, in particolare lungo le sezioni pedemontane delle Alpi orientali e oltre confine, sulla Slovenia. Più marginale risulta invece la possibilità di tornado, considerando il contesto prevalentemente montuoso e pedemontano nel quale saranno inizialmente inserite le strutture temporalesche.
Nonostante ciò gli indici compositi evidenziano valori di elicità nei bassi strati non trascurabili tra la pianura padano-veneta orientale verso il Goriziano, localmente sufficienti a favorire la formazione di un tornado mesociclonico associato a una supercella, il tutto rimane comunque confinato a un livello di pericolosità e probabilità 1. Si segnala in conclusione come permangano alcune incertezze riguardo l'effettivo innesco e la successiva propagazione dei temporali, soprattutto sulle aree di pianura (brevi convergenze o venti troppo prevalenti sulle brezze).
I primi sviluppi convettivi sono attesi proprio in prossimità dei rilievi, mentre parte dell'attività temporalesca potrebbe rimanere maggiormente confinata al comparto alpino e prealpino, determinando fenomeni più discontinui e/o localizzati sulle aree pianeggianti.
Permarrà infatti un flusso occidentale in quota, ben evidenziabile dai campi di vento in media troposfera. Una situazione di locale instabilità è attesa sulle estreme regioni nord-orientali, in prossimità del confine con la Slovenia e delle sezioni prealpine friulane, dove l'ingresso di isoterme più fresche in alta troposfera durante le ore pomeridiane favorirà un incremento del lapse rate 800-600 hPa, con valori prossimi ai 9°C/km. Contestualmente, le elevate temperature superficiali contribuiranno ad accentuare il gradiente termico verticale, soprattutto sulle aree montuose del Trentino, in presenza di una ventilazione in quota dai quadranti nord-occidentali. L'ambiente sarà caratterizzato da valori di MUCAPE superiori a 1800-2000 J/kg e da un DL shear (0-6 km) sui 25 m/s. Tali condizioni risulteranno favorevoli allo sviluppo di strutture temporalesche multicellulari organizzate, con possibili supercelle inserite nelle fasi iniziali di innesco. Le celle più organizzate potranno assumere caratteristiche supercellulari e muoversi successivamente verso ESE, interessando le aree pedemontane e le porzioni di bassa pianura lungo il settore prealpino veneto-friulano. I fenomeni temporaleschi attesi saranno prevalentemente associati a intensi downburst e a grandinate di medie dimensioni (3-4 cm di diametro). Non si esclude tuttavia la formazione di chicchi superiori ai 5 cm laddove gli updraft dovessero mantenere una maggiore intensità e longevità, in particolare lungo le sezioni pedemontane delle Alpi orientali e oltre confine, sulla Slovenia. Più marginale risulta invece la possibilità di tornado, considerando il contesto prevalentemente montuoso e pedemontano nel quale saranno inizialmente inserite le strutture temporalesche.
Nonostante ciò gli indici compositi evidenziano valori di elicità nei bassi strati non trascurabili tra la pianura padano-veneta orientale verso il Goriziano, localmente sufficienti a favorire la formazione di un tornado mesociclonico associato a una supercella, il tutto rimane comunque confinato a un livello di pericolosità e probabilità 1. Si segnala in conclusione come permangano alcune incertezze riguardo l'effettivo innesco e la successiva propagazione dei temporali, soprattutto sulle aree di pianura (brevi convergenze o venti troppo prevalenti sulle brezze).
I primi sviluppi convettivi sono attesi proprio in prossimità dei rilievi, mentre parte dell'attività temporalesca potrebbe rimanere maggiormente confinata al comparto alpino e prealpino, determinando fenomeni più discontinui e/o localizzati sulle aree pianeggianti.
PRETEMP è un gruppo di lavoro che si pone l'obiettivo di studiare e prevedere i fenomeni temporaleschi severi sul territorio italiano. PRETEMP NON EMETTE ALLERTE bensì previsioni probabilistiche sperimentali. PRETEMP inoltre svolge attività di raccolta di segnalazioni dei fenomeni severi avvenuti in collaborazione con l'associazione Meteonetwork e l'European Severe Storms Laboratory attraverso il database Storm Report al fine di verificare le previsioni emesse.
PER ALLERTAMENTO UFFICIALE AFFIDARSI SEMPRE AL DIPARTIMENTO DI PROTEZIONE CIVILE NAZIONALE.
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